martedì 22 aprile 2014

Danni da vaccini e trasfusioni: a rischio il pagamento degli indennizzi

Le Regioni sono a credito dallo Stato di più di 325 milioni, è quanto hanno versato tra il 2012 e il 2013 per gli indennizzi ai danneggiati da vaccinazioni e trasfusioni. Ma lo Stato non paga e ora la Conferenza delle Regioni ha approvato un documento (clicca qui per leggere iltesto integrale) con il quale annuncia che dall’1 luglio smetterà di erogare il denaro alle vittime se non verrà saldato il dovuto. A rimetterci ancora una volta saranno i cittadini.


Il documento è un ordine del giorno e riguarda il mancato finanziamento da parte dello Stato delle cifre per garantire il pagamento degli indennizzi previsti dalla legge 210/1992. Le Regioni hanno anche chiesto la convocazione, entro maggio, di una riunione straordinaria della Conferenza Stato - Regioni per definire la questione. Nel documento approvato si legge che “lo Stato, a partire dall’anno 2012, non ha più provveduto allo stanziamento dell’apposito finanziamento, da ripartire alle Regioni e alle Province Autonome, per il pagamento degli indennizzi previsti dalla l.210/1992 “Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati” e non ha mai individuato e corrisposto le risorse utili al riconoscimento degli arretrati, che spettano a tutti i soggetti indennizzati a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 293 del 2011”.
E ancora: “le competenze in materia, conferite alle Regioni con il D.lgs. 31 marzo 1998, n. 112, e successive modifiche, consistono in funzioni e compiti amministrativi che comportano spese obbligatorie i cui oneri sono posti a carico del Ministero della Salute e che Regioni e Province Autonome sono meri “enti pagatori” delegati al pagamento degli indennizzi, anticipando le risorse necessarie a fronte di puntuale rimborso da parte dello Stato degli oneri sostenuti” .
Si legge ancora come “la situazione che si è venuta a creare a fronte del mancato finanziamento degli oneri per il pagamento degli indennizzi è estremamente grave per diversi ordini di motivi, in quanto oltre a comportare disparità di trattamento tra cittadini portatori dei medesimi diritti, costituisce un onere finanziario che le Regioni e le Province Autonome non sono in grado di sopportare. Infatti, pur in assenza del finanziamento statale, le stesse hanno continuato, dal 2012 ad oggi, ad erogare il pagamento degli indennizzi alle persone interessate, maturando un credito crescente nei confronti dello Stato che ammonta a oltre 325 milioni di euro complessivi per gli anni 2012 e 2013. In assenza della copertura finanziaria da parte dello Stato, ciò potrebbe comportare anche una grave responsabilità erariale. Inoltre, per garantire il pagamento degli arretrati dovuti a titolo di rivalutazione dell’Indennità integrativa speciale (IIS), il fabbisogno finanziario stimato dalle Regioni ammonta a oltre 200 milioni di euro e, a seguito della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 3/9/2013 si dovrà garantire il pagamento di tali oneri entro il 3 giugno. Dato atto che, finora, tutte le iniziative intraprese in materia dalle Regioni e dalle Province Autonome non sono state accolte dal Governo e che ormai non è più procrastinabile tale situazione di totale latitanza di relazioni e di rapporti di leale collaborazione istituzionale che consentano di affrontare e risolvere il problema”.
 

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