mercoledì 26 marzo 2014

Vaccini e autismo: presto un dossier all'attenzione della magistratura che indaga



A seguito dell'inchiesta aperta dalla Procura di Trani sul legame tra vaccino antimorbillo, autismo e diabete, i medici e i pediatri riuniti in AsSIS (Associazione di Studi ed Informazione sulla Salute) si preparano a redigere un dossier sui casi noti in letteratura di autismo e diabete associato ai vaccini e sulla letteratura esistente in materia. "La nostra intenzione - spiega Eugenio Serravalle, presidente di Assis - è di consegnare il dossier direttamente nelle mani del procuratore di Trani. Non escludiamo di inoltrarlo anche ad altre Procure sollecitando ampie indagini su tutto il territorio nazionale".
"Intendiamo anche manifestare supporto ed apprezzamento per l'impegno della Procura di Trani che ha aperto un’inchiesta sull’esistenza di un nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino anti morbillo, parotite e rosolia e reazioni avverse gravi, quali l’autismo o il diabete mellito - prosegue Serravalle -  A chi contesta la competenza della magistratura a decidere su questioni mediche e specialistiche, facciamo notare che la Procura di Trani sta di fatto assolvendo ad un semplice, ma doveroso, obbligo di indagine cui si sono ripetutamente sottratte, negli ultimi decenni, le autorità sanitarie tanto a livello locale che nazionale a fronte delle numerose segnalazioni da parte di genitori di sindromi autistiche ad insorgenza post-vaccinale. Queste famiglie hanno incontrato in questi anni una diffusa resistenza a prestare attenzione al fenomeno, nonostante che dagli anni 90 al 2011 il governo americano abbia indennizzato 1300 casi di danni cerebrali prodotti da vaccino ed 83 di questi presentassero sindrome autistica (FONTE: peered reviewed study, leggibile on line: http://digitalcommons.pace.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1681&context=pelr). Le cause dell'autismo sono ancora oggetto di studi e di contrastanti dibattiti. L'unico punto su cui non c'è dissenso, tuttavia, è che non si può attribuire ad un'unica “causa biologica” una condizione clinica ancora non definita con esattezza. Le alterazioni genetiche, anche venissero confermate, verrebbero a spiegare al massimo il 30% dei casi di autismo. Il restante 70% rimane ancora senza una valida spiegazione. Del resto, nel corso degli ultimi cinque anni l'autismo ha conosciuto un aumento che nessuna malattia genetica ha mai presentato e può presentare. Vorremmo sottolineare, infine, l'inutilità di richiamare, come si continua a fare, il caso di un ricercatore britannico, Andrew  Wakefield, che per primo avanzò l'ipotesi di una connessione tra autismo ed il vaccino contro morbillo-pertosse-parotite. Sono trascorsi quasi venti anni dalla pubblicazione dell’articolo successivamente ritirato, e successivamente centinaia di articoli scientifici  hanno accolto e rafforzato l’ipotesi di un rapporto tra vaccino e autismo".

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